AVPN, Giappone e pomodoro San Marzano

AVPN e Giappone: un legame, come risaputo, ormai consolidato, in nome del comune amore per l’arte della pizza napoletana, di cui l’Associazione di fa portavoce e promotrice in tuto il mondo.

Ma non solo: già nel 2019 proprio in Giappone, precisamente a Kyoto, lo scorso anno è stato siglato il protocollo d’intesa con la Ritsumeikan University, uno dei più importanti e prestigiosi atenei giapponesi nonché fervido istituto di cultura. Dal 2019, dunque, l’università ospita all’interno della facoltà di Food Management il corso per pizzaioli veraci.

Ebbene, questo rapporto fondato sulla pizza è stato ancor più consolidato dall’interesse da parte dei nipponici verso un prodotto fondamentale della pizza napoletana, ovvero il pomodoro. Da qui nasce GastroEdu: tale progetto aveva l’obiettivo di costruire “una didattica del futuro per affrontare in modo innovativo il difficile periodo del Covid” , ci ha rivelato uno degli ideatori del progetto, il professore Misayoshi Ishida che, forte della collaborazione della napoletana AVPN e di un gruppo di circa 50 persone tra ricercatori, informatici ed esperti di comunicazione, è sceso in campo; ma non in un campo qualsiasi, bensì in quello del pomodoro San Marzano.

Così “è nato il progetto di corsi online, rivolto a ragazzi sia giapponesi che italiani, per promuovere la conoscenza di un ingrediente principe della tradizione italiana che ha riscosso notevole successo grazie alla presenza di maestri pizzaioli napoletani” – messi a disposizione dall’AVPN – “che in un ciclo di vari webinar hanno insegnato anche come si fa una verace pizza napoletana” ha spiegato Stefano Auricchio direttore generale di AVPN.

L’idea, inoltre, era quella di mostrare ai ragazzi tutto il ciclo di commercializzazione di pomodoro San Marzano dal campo fino alla tavola” ci ha rivelato il professore “e in questo ci ha aiutato l’azienda Solania, leader del settore in Italia e all’estero, che ha reso possibile una lezione online direttamente dai campi di sua proprietà e, grazie a una fitta rete distributiva, è riuscita a fare avere anche ai ragazzi d’oltralpe una scorta di San Marzano per la Tomato Adventure”.

La Tomato Adventure

Il ciclo di webinar si è concluso con la Tomato Adventure, un concorso dedicato esclusivamente ai ragazzi giapponesi spinti dai maestri ad inventare nuove ricette a base di pomodoro che, però, fondessero entrambe le culture. Dunque, l’anima campana/italiana espressa dal pomodoro San Marzano e quella giapponese espressa da spezie e radici. Due le categorie a cui poter accedere: pizza e primo piatto. Le due ricette vincitrici sono state premiate rimanendo sui social dell’associazione ma, soprattutto, sono state inserite all’interno del menù del ristorante AVPN e sono disponibili all’assaggio fino al 31 dicembre.

Non solo formazione, ma anche la volontà di un futuro migliore: questo è il vero messaggio da lanciare alle nuove generazioni: “chi decide di acquistare la pizza vincitrice o il piatto vincitore della Tomato Adventure, deciderà anche di devolvere l’intera somma a un progetto eco-sostenibile dedicato al pomodoro” ci confida Stefano Auricchio “che si fonda sulla volontà di comprare una compostiera e creare concime bio derivato dagli scarti di cucina che andrà ad alimentare una fioriera in cui cresceranno piantine di pomodoro”.

Un progetto piacevolmente condiviso dalle due nazioni perché, come dice il professore Ishida, “Italia e Giappone sono così emotivamente e professionalmente vicine perché condividono l’assoluto rispetto per le tradizioni, per la semplicità, per la qualità delle materie prime” .

(fonte: www.labuonatavola.org)

I Due Forchettoni

Qualche giorno fa sono stata a “I due Forchettoni” ad Avellino, un locale che mi ha incuriosita già dal nome. Perché “i due forchettoni?”: la risposta mi è stata prontamente data dal direttore del locale, Angelo Ruta, presente nella struttura già alla sua nascita, due anni fa.

Angelo Ruta, Direttore

“Il nome del nostro locale, così come il logo, richiamano volutamente la doppia personalità della nostra cucina, cioè sia ristorante di pesce che pizzeria; una combo curiosa ma al tempo stesso vincente, perché ci permette di raccogliere un’ampia fetta di clientela, che va dalla comitiva di giovani alle coppie, dalle cene in famiglie ai pranzi di lavoro”.

“I Due Forchettoni”, per chi ancora non avesse capito dov’è situato, si trova all’interno della Galleria Ercolino, che collega Corso Europa a Corso Vittorio Emanuele. Angelo Ruta era già presente nella precedente gestione, che ha avuto il suo corso dal 2005 al 2011; dopo aver proseguito la sua carriera come gestore nel settore ristorativo in un ambiente inn come quello della costiera, Angelo ritorna con un bagaglio di esperienza ancor più ricco a capo della nuova attività, inaugurata appunto due anni fa, mettendo in pratica tutto ciò che di positivo aveva raccolto negli anni lontano da Avellino.

Il locale si presenta elegante ed accogliente al tempo stesso, molto ampio e spazioso (conta circa 100 posti a sedere); all’interno della galleria stessa, praticamente di fronte, dispone di un’altra sala, di circa 60 posti a sedere, con area giochi interamente dedicata ai bambini, disponibile anche su prenotazione per feste private ed eventi.

Sala con area giochi

Inoltre, è in cantiere l’allestimento di una sala destinata a laboratorio per il senza glutine, dove verranno prese in considerazione anche altre intolleranze quali quella al lattosio, e che conterà ben altri 30 posti a sedere. Altro servizio non trascurabile per gli appassionati del pallone, a “I Due Forchettoni” potrete tranquillamente cenare guardando tutte le partite di calcio della vostra squadra del cuore.
Dopo aver ordinato ben 4 pizze per la mia abituale degustazione, nell’attesa continuo la mia chiacchierata alla scoperta di questo locale raro nel suo genere. Raro non solo per il connubio sopracitato pesce – pizza (in menù troverete comunque anche una selezione di piatti di carne), ma anche per diversi dettagli che avrete modo di notare osservando il menù, come ad esempio uno sconto del 50% che va dalla domenica al giovedì, sia a pranzo che a cena (bevande escluse).

Come riesce una struttura ad offrire prezzi così vantaggiosi pur mantenendo alto lo standard qualitativo? Ci risponde in maniera esaustiva Angelo: “Il nostro locale fa parte di una grande famiglia, un circuito ristorativo in cui rientrano il T-bone ad Atripalda (Av), T-Bone di Maddaloni, T-Bone Caserta (ex “I Due Forchettoni”, che ora è rimasto solo qui ad Avellino), T-Bone di Casagiove, ed ultimo ma non ultimo il Virginia Resort a Torrette di Mercogliano, una struttura veramente spettacolare dotato di una SPA d’eccellenza. Inoltre, all’interno del Virginia abbiamo un pastificio, che produce pasta per tutti i locali appartenenti al gruppo, oltre che per la vendita al pubblico. Non solo: anche il pane che serviamo ai nostri clienti non entra dall’esterno, ma viene fatto con l’impasto della pizza. Essendo un gruppo così forte, disponiamo di un importante potere d’acquisto che ci permette di ricevere una maggiore scontistica applicata dai nostri fornitori. Tutto ciò ci permette di abbattere notevolmente i costi, ragion per cui si riescono a mettere in pratica sconti decisamente vantaggiosi, senza mai venir meno dal punto di vista qualitativo e del servizio”.
Dunque un unico grande gruppo, ma con una specifica gestione per ogni locale, al fine di offrire un servizio curato a 360° e praticamente impeccabile.

Ma veniamo al focus principale di questo mio racconto.

Vi presento in primis la Margherita: non solo buona ma anche eseguita alla perfezione. Un impasto semplice, diretto con doppia maturazione (dopo un primo riposo di 12 ore, l’impasto viene stagliato e lasciato a maturare altre 8 ore). I bravissimi pizzaioli Mario Oria e Carmine Mariconda si cimentano anche in una biga 100%, destinata alle pizze gourmet presenti in menù, come quella che vi mostrerò tra poco.

Margherita
Carmine Mariconda e Mario Oria

Già con la seconda pizza mi si è profilata dinanzi una vera e propria escalation di sapori: “I quattro formaggi del Re” con fior di latte di Agerola, gorgonzola, Emmental, parmigiano, pera grigliata e noci. Abbinamenti vincenti ed equilibrati, soprattutto per un’amante incallita dei formaggi come me.

Ci spingiamo ancora oltre con la pizza del mese, la Forchettone 2.0: impasto biga 100%, polpo grigliato, burrata, pomodorini secchi, chips di nero di seppia e cicoria saltata; tocco di classe, maionese preparata con l’acqua di cottura del polpo.

Forchettone 2.0

A chiudere in bellezza, non potevo non provare “Hirpinia”: provola di Agerola, crema di tartufo, salsiccia e caciocavallo.

La profonda preparazione del gestore, oltre che dello staff, è venuta piacevolmente fuori anche dal giusto e lineare ordine nel servirci queste pizze, partendo da quella dai sapori più delicati e semplici della Margherita fino a chiudere con un Hirpinia dai sapori decisamente importanti.
Non mi resta che concludere questa bella parentesi avellinese ringraziando tutto lo staff de “I Due Forchettoni” e invitandovi caldamente a provare questo locale, essendo certa di garantirvi una piacevole esperienza!

I Due Forchettoni – Corso Vittorio Emanuele 141 (36,58 km), 83100 Avellino

Tel. 0825 35399

Facebook: I Due Forchettoni Avellino