Campionati sì, campionati no

A distanza di due settimane dal Campionato Nazionale Pizza DOC di Nocera Inferiore, e dopo il Trofeo Pizzastar di Firenze, ai quali ho partecipato come giudice di gara, ho raccolto le idee per poter fare alcune osservazioni da esporre a voi lettori, pizzaioli e non, in merito allo svolgimento e alle reali finalità di un campionato di pizza. Da quando prendo parte a questi eventi, riesco a cogliere al meglio gli umori dei partecipanti, le loro emozioni, le loro riflessioni, sia positive che negative. 

La lamentela più ricorrente che serpeggia tra i pizzaioli è senza dubbio quella in merito al fantomatico “trucco” sui voti (sul quale si potrebbe fantasticare all’infinito, ma per quanto si voglia essere trasparenti, ci sarà sempre chi insinua il sospetto). Le classifiche finali spesso (e malvolentieri) penalizzano grandi professionisti che inaspettatamente si posizionano al fanalino di coda piuttosto che sul podio. Ricordo ancora come se fosse ieri quando, circa 20 anni fa, cominciai a partecipare a numerose gare come nuotatrice a livello agonistico: avevo solo 8 anni. Ogni volta che salivo sul trampolino ad attendere il fischio dell’arbitro, avevo il cuore in gola ed il pensiero ricorrente era “devo farcela”; e da lì il tuffo, la nuotata frenetica, la corsa alla vasca finale, poi finalmente arrivavi al traguardo ed alzando la testa mi accorgevo che qualcuno ci era già arrivato prima di me. Ci restavo molto male, ma non ho mai smesso di partecipare, finché le circostanze della vita mi hanno portata a lasciare. Sapete perché non ho mai smesso di partecipare? Perché una sconfitta per una competizione che mi impegnava circa 10 minuti non reggeva il paragone con l’emozione, la passione e l’impegno con cui mi preparavo, allenandomi, già da mesi prima; l’amaro della vittoria mancata non aveva la meglio sul piacere che provavo nel viaggiare in autobus con tutta la squadra mentre ci dirigevamo verso la struttura di turno che ospitava le gare; il dispiacere di tornare a casa come secondo o terzo posto, o addirittura senza nessun podio veniva di nuovo soppiantato appena mi veniva riproposto di mettermi in gioco. In ogni competizione, di qualsiasi settore, non si dovrebbe mai dimenticare che è l’insieme a rendere bello il tutto; il momento di gara vero e proprio dura pochi minuti, ma è tutta la cornice a regalare le vere emozioni. Mi rendo conto che l’amaro in bocca resta a tutti, me lo ricordo anche io, e spesso fa male, e ci si ripromette di non partecipare mai più. Ma poi preferivo sempre tornare a partecipare piuttosto che rinunciarvi. Non tutti affrontiamo le cose allo stesso modo, anzi rispetto tutti coloro che mi hanno detto, in questo primo anno di vita de “La Boss delle pizze”, di voler ritirarsi dalle gare: ognuno ha le sue buone e valide ragioni. Ma a chi partecipa e vuole continuare a partecipare dico: godetevi la partecipazione! Godetevi i momenti insieme con i vostri colleghi, perché quelli difficilmente tornano, essendo tutti voi impegnati 24h/24h e 7 giorni su 7 nelle vostre pizzerie. Se cambiasse lo spirito di tutti, sicuramente si potrebbe conservare un ricordo migliore di queste esperienze che, volenti o nolenti, vi aiutano a crescere. 


Ersilia Cacace 

2 risposte a “Campionati sì, campionati no”

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