Vito Iacopelli, pizzaiolo webstar, lancia un video su Napoli

Vito Iacopelli, professione pizzamaker (per dirla all’americana) famosissimo sul web, qualche mese fa è stato qui nel nostro bel Paese ed ha girato diverse puntate su e giù per la penisola, per poi pubblicarle sul suo canale Youtube.

Non poteva mancare la tappa a Napoli dove, in compagnia dei fratelli Susta Roberto e Salvatore, ha fatto tappa in diverse pizzerie della città. Prima tappa una centenaria, pizzeria “Del Cardinale”, passando da “Il Presidente”, e via giù per il caratteristico vicolo di San Gregorio Armeno fino da “Vincenzo Capuano” a piazza Vittoria.

Fulcro principale di questo secondo episodio della serie “World’s best pizzerias with Vito Iacopelli- Italy” non è semplicemente Napoli, ma nello specifico la pizzeria Sustable dei fratelli Susta, a Volla, ad una manciata di chilometri dal centro della metropoli.

Protagoniste della sosta da Sustable, la pizza bolognese e l’imitatissima “pizza fiocco”, il cui ideatore è proprio il pizzaiolo napoletano Roberto Susta: “this pizza is very emotionally taste”, queste le parole di Vito Iacopelli dopo il primo morso. Ricordiamo infatti che la pizza fiocco risulta essere una delle pizze più imitate al mondo, per il suo gusto così autentico, molto simile al famoso gateau di patate, che stuzzica il palato sia dei grandi che dei più piccini. Una pizza golosa che suscita l’appetito anche dei più inappetenti.

Vito Iacopelli con Roberto Susta
Vito Iacopelli con Roberto Susta

La realizzazione delle pizze viene preceduta dalla preparazione dell’impasto biga 100% e la conseguente preparazione dei panetti ad opera di Roberto Susta, esperto “bigaiolo” e maestro lievitista, che Iacopelli segue durante tutto il procedimento e commenta passo dopo passo, per spiegare ai suoi seguaci in tutto il mondo come avviene la magia della pizza.

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AVPN, Giappone e pomodoro San Marzano

AVPN e Giappone: un legame, come risaputo, ormai consolidato, in nome del comune amore per l’arte della pizza napoletana, di cui l’Associazione di fa portavoce e promotrice in tuto il mondo.

Ma non solo: già nel 2019 proprio in Giappone, precisamente a Kyoto, lo scorso anno è stato siglato il protocollo d’intesa con la Ritsumeikan University, uno dei più importanti e prestigiosi atenei giapponesi nonché fervido istituto di cultura. Dal 2019, dunque, l’università ospita all’interno della facoltà di Food Management il corso per pizzaioli veraci.

Ebbene, questo rapporto fondato sulla pizza è stato ancor più consolidato dall’interesse da parte dei nipponici verso un prodotto fondamentale della pizza napoletana, ovvero il pomodoro. Da qui nasce GastroEdu: tale progetto aveva l’obiettivo di costruire “una didattica del futuro per affrontare in modo innovativo il difficile periodo del Covid” , ci ha rivelato uno degli ideatori del progetto, il professore Misayoshi Ishida che, forte della collaborazione della napoletana AVPN e di un gruppo di circa 50 persone tra ricercatori, informatici ed esperti di comunicazione, è sceso in campo; ma non in un campo qualsiasi, bensì in quello del pomodoro San Marzano.

Così “è nato il progetto di corsi online, rivolto a ragazzi sia giapponesi che italiani, per promuovere la conoscenza di un ingrediente principe della tradizione italiana che ha riscosso notevole successo grazie alla presenza di maestri pizzaioli napoletani” – messi a disposizione dall’AVPN – “che in un ciclo di vari webinar hanno insegnato anche come si fa una verace pizza napoletana” ha spiegato Stefano Auricchio direttore generale di AVPN.

L’idea, inoltre, era quella di mostrare ai ragazzi tutto il ciclo di commercializzazione di pomodoro San Marzano dal campo fino alla tavola” ci ha rivelato il professore “e in questo ci ha aiutato l’azienda Solania, leader del settore in Italia e all’estero, che ha reso possibile una lezione online direttamente dai campi di sua proprietà e, grazie a una fitta rete distributiva, è riuscita a fare avere anche ai ragazzi d’oltralpe una scorta di San Marzano per la Tomato Adventure”.

La Tomato Adventure

Il ciclo di webinar si è concluso con la Tomato Adventure, un concorso dedicato esclusivamente ai ragazzi giapponesi spinti dai maestri ad inventare nuove ricette a base di pomodoro che, però, fondessero entrambe le culture. Dunque, l’anima campana/italiana espressa dal pomodoro San Marzano e quella giapponese espressa da spezie e radici. Due le categorie a cui poter accedere: pizza e primo piatto. Le due ricette vincitrici sono state premiate rimanendo sui social dell’associazione ma, soprattutto, sono state inserite all’interno del menù del ristorante AVPN e sono disponibili all’assaggio fino al 31 dicembre.

Non solo formazione, ma anche la volontà di un futuro migliore: questo è il vero messaggio da lanciare alle nuove generazioni: “chi decide di acquistare la pizza vincitrice o il piatto vincitore della Tomato Adventure, deciderà anche di devolvere l’intera somma a un progetto eco-sostenibile dedicato al pomodoro” ci confida Stefano Auricchio “che si fonda sulla volontà di comprare una compostiera e creare concime bio derivato dagli scarti di cucina che andrà ad alimentare una fioriera in cui cresceranno piantine di pomodoro”.

Un progetto piacevolmente condiviso dalle due nazioni perché, come dice il professore Ishida, “Italia e Giappone sono così emotivamente e professionalmente vicine perché condividono l’assoluto rispetto per le tradizioni, per la semplicità, per la qualità delle materie prime” .

(fonte: www.labuonatavola.org)